martedì 20 novembre 2012

20 novembre

Buon 20 novembre a tutti i bambini e ai bambini che siamo stati.

Perché una cosa è certa: se sei grande, sei stato bambino.

domenica 4 novembre 2012

Citazioni: Janusz Korczak


Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak Poeta, medico, educatore morto a Treblinka

Appunti incompleti da un corso di cucina.


NOTA BENE
Questi sono appunti che ho preso un paio d'anni fa ad un corso di cucina naturale, non sono completi, non sono attendibili, non sono un parere medico, non sono una verità rivelata: usate le indicazioni qui riportate a vostro rischio e pericolo. Ma visto che butto i fogli e non voglio perdere le mie annotazioni le ricopio.

giovedì 18 ottobre 2012

Dai dai dai la zolla la d'venta aj

Detto romagnolo che significa "A furia di insistere la cipolla diventa aglio". Insomma se si insiste troppo le cose cambiano (e di solito degenerano).

Fatto sta che tra esame di ammissione, animazioni nel fine settimana, corso a Bologna, studiare a casa, preparare tesine e cercare di mantenere una vita sociale mi sono ammalata.
Il mio corpo quando esagero mi mette in pausa. Della serie, se non lo capisci da sola che devi rallentare il ritmo; ti stendo a letto io per insegnarti come si fa. E va là con 38,2 te ne stai buona buona a casa. Mi dispiace di aver perso due lezioni di yoga perché lunedì ero stanchissima e oggi ho la febbre alta. E domani al corso Montessori viene la specialista di musica. Ma uffa. Devo imparare a tutelarmi di più, fare non l'egoista, ma preservare le mie forze e il mio benessere, perché io ho solo me.
Il lato positivo è che tra rinnovo mensile di sangue e virus gastro intestinale con relativo regime di semidigiuno e acqua mi dò una bella depurata. Potrò continuare come prima e più di prima la mia dieta verso il veganesimo. Inizio a fare fatica anche con il pesce, vuol dire che il mio spirito si sta elevando e il mio corpo rinnovando. Evviva.

mercoledì 10 ottobre 2012

Ho messo il nastro rosa

Ma non sono diventata mamma. Quindi?
Quindi questo è il mese della prevenzione del cancro al seno. 
Ah, sì. Esiste. 
Credo che questa campagna serva soprattutto a ricordare che può capitare anche a noi di ammalarci e, nel caso a dirci che è meglio non arrivare tardi. Lo ricorda non solo a noi, ma alle nostre mamme, figlie, cugine, zie...

Nella mia famiglia tante donne hanno avuto vari tipi di tumore in varie parti del corpo: la nonna il melanoma, la zia all'utero, la cugina di mia mamma e due prozie al seno, la mamma un nodulo al seno.... Insomma, nessuno di noi è esente in realtà. E anche se pensiamo di essere sempre una delle 9 su 10 potrebbe anche capitare di essere l'una su 10. 

Quindi in sostanza: informiamoci. Facciamo una chiaccherata con un medico, mica dobbiamo fare delle analisi o degli esami per forza.
qui http://www.nastrorosa.it/  e qui http://www.lilt.it/ la campagna nastro rosa.

e intanto che ci siamo, se è più di un anno da quando le abbiamo fatte l'ultima volta, facciamo le analisi del sangue e anche una visita:
  •  dal ginecologo (visita, eco transvaginale e pap test se sono passati più di 3 anni dall'ultimo),
  •  dal dentista (dai, le carie fanno male) 
  •  dall'oculista (lo sapevi che il glaucoma è asintomatico ma può portare alla cecità se trascurato?)
  •  dal dermatologo (se è più di tre anni che non ci vai o se prendi sole selvaggio -senza protezioni- la pelle è un organo, non una cosa inerte!)

Facciamo una visita di controllo. Meglio farsi dire che va tutto bene, che avere qualcosa che non va e non saperlo. 
Sangue, dentista, oculista e dermatologo valgono anche per gli uomini! Forza forza. su su. Servitevi dei medici dell'ASL non c'è bisogno di andare da un privato. Filare.



Questo post è anche per tutte le Francesca lì fuori. 
Francesca, lei non lo sapeva che si doveva controllare anche se aveva 26 anni. Francesca era obesa, aveva il diabete, il ciclo non regolare. Ma non si preoccupava. 
Poi un giorno è andata dal medico. Non si è capito da dove arrivasse il tumore, se dalle ovaie o dall'intestino o che. Ma ormai era troppo tardi ed è più di un anno che Francesca non c'è più. 

martedì 25 settembre 2012

Te lo regalo se vieni a prenderlo

Ho trovato, non mi ricordo tramite quale rimbalzo di contatti, una iniziativa stupenda. Si tratta di un gruppo su Facebook che si chiama "Te lo regalo se vieni a prenderlo". In pratica i membri del gruppo inseriscono annunci in cui offrono o cercano oggetti in regalo. Le condizioni necessarie sono solo due: lo scambio è un dono da parte del proprietario e il ricevente deve andarselo a prendere. 
Per una pigra come me è la cosa ideale: faccio una foto, metto la città in cui abito, aspetto i commenti e in un paio di messaggi privati ci si mette d'accordo sul giorno e ora del ritiro. Quello che distingue questa iniziativa dal mercatino dell'usato (di beneficenza o no che sia) è che in questo caso si è sicuri che quello che offriamo verrà usato da qualcuno. Significa che il tale oggetto non verrà messo in uno scaffale a prendere polvere in cerca di un acquirente, ma verrà prelevato e utilizzato da quelle persone che se lo sono venuto a prendere.  Questa iniziativa è la media perfetta tra mercatino della caritas, vendita e bidone: ci si libera di oggetti inutilizzati a favore di altre persone facendole contente, si evita l'impazzimento di allestire mercatini, aprire conti pay pal, andare in posta affrancare, spedire, ecc... perché chi è interessato a qualcosa se la viene a prendere da casa di chi regala e non si crea inquinamento perché si ricicla.
Vale la regola domandare è lecito e rispondere è cortesia: ovvero chi cerca qualcosa chiede e un sacco di volte trova qualcuno che gli risponde. 

È bellissimo. Mi viene da pensare: ma perché non ci ha pensato nessuno prima?
È un modo di creare comunità semplice, veloce e pratico. Lo scambio pacifico di oggetti, il fatto che ci si ringrazi a vicenda, l'attenzione reciproca all'ambiente... mi pare che gli effetti di questa pagina Facebook vadano molto al di là del semplice sbarazzarsi di oggetti.

Voi che ne pensate? Conoscete questa iniziativa? Aspetto i vostri pareri!

martedì 11 settembre 2012

Ma allora è vero che le cose non contengono ricordi

Andando avanti nel progetto cento chili mi sono accorta che la frase che avevo letto e sentito dire tante volte - e che suona più o meno così "i ricordi sono dentro di me, non nelle cose"- è vera. E di solito parlano persone a cui è stata persa una valigia, o hanno subito un furto o fatto traslochi importanti e buttato tante cose. Per anni ho pensato che queste persone fossero pazze. Ma pazze da legare. 
Invece me ne sono accorta anche io. È successo quando ho preso i vecchi rullini da buttare via, non mi servivano, non erano utili, però ho tentennato... insomma, erano la prova che Enrico ed io quel giorno in quel momento eravamo insieme a condividere una cosa. E poi BAM! L'illuminazione. Io me lo ricordo, me lo ricordo anche senza cianfrusaglia nel mezzo. E ho capito che quelle erano tracce che servivano prima, quando la storia era all'inizio e c'era bisogno di qualcosa di tangibile per dimostrare che esisteva. Ora non serve, la storia c'è, è radicata in noi e non ho più bisogno di feticci per renderla concreta. 

Ci sono alcuni oggetti che però hanno un valore diverso: non posso e non riesco a buttare via, per lo meno non ancora; ad esempio il mio orso preferito, non posso buttarlo come un altro peluche qualunque. Gli altri sì, hanno già preso il via da tempo, ma lui no. Lui non si può. E se ho quasi trent'anni me ne frego. Il mio orso me lo tengo. Insieme a quei sette otto pupazzi importanti che ho avuto. Questi sono ricordi in sé e per sé, sono oggetti che quando li prendo in mano mi fanno stare bene, mi coccolano. E non voglio privarmi di questa sensazione di benessere.

Ecco potrei fare una lista delle cose che "a vederle potrebbero essere buttate, ma in realtà non posso".
Avrebbe senso?