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giovedì 30 agosto 2012

Recupero arretrati progetto cento chili -20,075 kg

Sono stata un po' ferma negli ultimi mesi, quindi ho cercato recuperare il tempo perduto.

Scatola latta usata nei tempi che furono come portapenne o colori. Ci ero affezionata, ma sono tanti anni che non mi serviva più. Bidone. 
peso 0,325 kg



Poster della mia adolescenza e giovinezza che tappezzavano l'armadio, creavano disordine visivo. Brad Pitt è stato il mio primo poster, saranno stati almeno 14 anni che lo tenevo appeso a sorvegliare le mie notti. L'ho mandato in pensione... (E dietro c'era Mr Bean... ahahahah) Ho tenuto solo i cagnolini dello sportello centrale, le foto in bianco e nero che abbiamo sviluppato Enrico ed io, la donnina coi fiori e la frase "coltivare la propria indole eccentrica fa bene a se stesse e agli altri".
Peso 0,192 kg



Scanner di Noè. Tra le altre cose oltre ad avere ormai una risoluzione bassissima per gli standard di oggi il suo attacco non è più compatibile con il mio computer. Inutile. Bidone.
Peso 4,14 kg scatola compresa


Manuali di istruzioni vari (anche di cose che non ho più da tempo). Inutile dirlo: bidone.
Peso 1,593 kg



Stampante rimpiazzata da tempo ma ancora in perfetto stato, questa va al mercatino.
Peso 5,42 kg


Bombola di elio usata per fare una sorpresa ad Enrico. Una mattina presto mi sono alzata ho gonfiato taaaaanti palloncini e li ho legati davanti al suo negozio con un biglietto con scritto "buongiorno!". Oh ! Come sono rrrromantica :) Tempo di Millepiedi, il gigabidone delle cose pericolose della Hera. Il gas che resta lo uso per gonfiare palloncini per i bimbi dei vicini.
Peso 5,18 kg


Foglio fatto ai tempi delle scuole medie millanta anni fa dalla mia amica del cuore (ciao Vale!!!). Avevamo Windows 95 ed era in non plus ultra. Voi bimbetti nati con XP non vi immaginate nemmeno cosa volesse dire avere il computer (eh già... non tutti lo avevano!) e poi con Windows 95. Una sboronata che nemmeno la Ferrari. Siamo ancora amiche e lo saremo anche dopo nonostante io abbia buttato questo vecchio foglio ingiallito che dall'alto di un mobile mi parlava del suo affetto e del font Wingdings :) Non ha un peso.




Scatola in cui erano contenute scatole e scatole che erano contenute nella scatola.
Peso 0,70 + 0,82 = 1,52 kg

Notare prego la scatola di uno di quei modem che faceva "trrrrrrr fzzzzzzz brrrrrr din din din din brrrrrrrr" mentre si connetteva. Chi è giovane ed è nato con le linee adsl e i modem tempestati di led si è perso un pezzo di storia, gente. E tra parentesi, quando si navigava il telefono di casa era occupato. Tanto perché lo sappiate.

Oggetti indefiniti. Bidone. Anzi, stupore che fossero ancora qua. 
Peso 0.180

Oggetti vari, selezionati già molto tempo fa e che stavano in un cassetto. 
Peso 1,12 kg



Tra cui:
I miei primi veri occhiali da sole da "grande". Non si vede ma hanno un'asta spaccata. Via.


Uno specchio per quando faccio la truccabimbi, era già stato a suo tempo sostituito da uno nuovo. Questo continuava a vagare per casa.


E questi... beh, questi ho fatto un po' fatica. Perché sono rrrrrrommantica. Sono i rullini B/N che abbiamo scattato e sviluppato insieme Enrico ed io all'inizio della nostra relazione. Tra cui anche quello dell'unico servizio fotografico in studio che mi ha fatto. Con il TMAX 3200, la sua pellicola preferita.
Dolorosamente andati. Qui anche per far vedere come è fatto un rullino smontato. :) 


Le foglie di alloro raccolte dalle corone altrui prima che mi laureassi. Ora sono laureata e come momento di passaggio ho deciso di bruciarle. Però c'era vento e quindi poi le ho disperse in briciole.







La scatola del cellulare che ho buttato nel 2007. Ma ero a questo livello???
Peso 0,375 kg


Dio benedica il "uairless" perché ci risparmia un sacco di cavi. E i file scaricati (legalmente) che ci risparmiano un sacco di CD o DVD.


Gloss staccati dalla palette di ombretti perché si impiastricciavano con le polveri. Tanto non li uso, non uso niente sulle labbra. Casomai un rossetto o una matita per labbra, ma quel robo appiccicoso lo detesto. Tanto più se non è ecobio. 
Peso 0,030 kg


Ci vediamo al prossimo round... lavori in corso!!


mercoledì 22 agosto 2012

Cento chili continua

Cosa è stato eliminato in questi mesi?
Ecco la lista:

Vecchi cd (ancora) con custodia... no i fiori e il vaso no. :) 0,641 kg



Scatole di plastica di cioccolatini, dentro c'erano tappini con il simbolo delle bandiere, non li ho buttati perché lavorando con i bambini so che mi saranno utili. 0,869 kg







Biscotto della fortuna cinese vinto ad uno spettacolo del mentalista Francesco Tesei, peso 0,005

 Un goniometro rotto, ricordo di scuola, ma s'è rotto. amen. 0, 021 kg

 Vecchi floppy disk, non ho più un computer adatto a leggere il loro contenuto. Inutile conservarli, è un pezzo di storia che se ne va. problema: non trovo il peso... da qualche parte l'avrò scritto. 


 Pettine rotto. Ci ha giocato la Kelly. Era uno dei miei preferiti per il colore, e mi stava bene, mi è dispiaciuto tanto. Peso scritto da qualche parte, come i floppy...


Carta, carta, ancora carta. 3,160 kg


Sandalini super carini ma che avevano un tacco andato e poi mi stavano piccoli... mi sarà cresciuto il piede rispetto a cinque anni fa? boh. Sì lo so, il patto è che vale come peso se non è un oggetto rimpiazzato da altri, e infatti non ho comprato scarpe questa estate. Nemmeno un paio di ciabatte. E a gardare bene ci sarebbero ancora un paio o due di cose da tirare via, ma per il momento non mi azzardo, sono ancora in ottimo stato e ogni tanto le metto! 0,316 kg




Quindi il totale è.... 8,180 kg (+ i floppy disk e il pettine!) yeah!

Vanno anche aggiunti altri 3 chili di mio dimagrimento. Quindi fa 11,180.
Non male... ora mi ci rimetto di impegno e vediamo cosa viene fuori entro settembre!



lunedì 21 maggio 2012

Decluttering non voluto


Per farla breve ho perso il cellulare.
L'onnisciente Wikipedia mi dice che pesava 112 grammi. Credo batteria compresa.
Siccome in casa avevamo ben TRE cellulari inutilizzati non ne è stato comprato nessuno per sostituirlo.
Addio mio caro e fedele Nokia 6131, eravamo insieme dal 10 luglio 2007, da quando l'altro mio amato Nokia 6630 annegò nella borsa impermeabile a causa della bottiglietta dell'acqua che si era aperta. Eri diventato mio per la cifra (mica tanto modica) di 179,00 euro e mi dispiace molto che ci siamo lasciati "in luogo e ora sconosciuti".

Insieme a lui se ne vanno anche 215 grammi di scatola e manuale delle istruzioni.
C'è gente che ogni sei mesi deve cambiare il cellulare... a me invece dispiace così tanto!

mercoledì 4 aprile 2012

Astinenza forzata da acquisti

Vedo che sul web circolano tante esperienze di rifiuto volontario all'acquisto di beni e merci. L'ultimo nell'ordine è a questo link. Io questa esperienza l'ho già fatta e la sto continuando a fare da almeno... fatemi pensare... giugno 2010!


Tanto eh?
Quindi mi sono detta che forse è il caso di fare una riflessione scritta e di condividere questa esperienza.

A giugno del 2010 ho deciso che - siccome non avevo un lavoro e non lo avrei avuto a breve e visto che ero appena tornata da nove mesi di Erasmus dove avevo (giustamente) dilapidato i miei risparmi- era il caso di smettere di fare acquisti. Siccome io per carattere non sono capace di trovare da sola le mezze misure mi sono detta che per un periodo di tre mesi non avrei comprato nulla che non fosse cibo o medicine.

I primi momenti sono stati un po' difficili, era anche periodo di saldi. Ho iniziato ad evitare di andare nei centri commerciali o in giro per negozi, preferendo a queste attività cose come  fare un giro al mare, una passeggiata coi cani, bere un tè con le amiche... Dopo le prime diciamo tre settimane invece tutto si è mosso in modo più spontaneo e io sono iniziata ad essere molto più critica verso me stessa. Davanti ad una bella vetrina il pensiero non era più "Oh che peccato, lo vorrei comprare ma non posso" ma "Bello! Mi piace ma non mi serve". Perché, believe or not : il 99,99% di quello che compriamo non ci serve. Mi sono resa conto che per quello che mi riguarda in prima persona, negli gli acquisti che facevo le motivazioni alla base erano:


  • il desiderio di avere qualcosa di nuovo (a tutti i costi, avrei capito dopo, perché poi non lo so ancora);
  • la volontà di prendere un oggetto che soddisfacesse meglio le mie esigenze di qualcosa che già possedevo;
  • lo spirito di emulazione: se compri qualcosa tu allora compro qualcosa anch'io;
  • la percezione post-acquisto di un sottile senso di rassicurazione: compro quindi esisto e faccio parte della società.
ovviamente queste sono considerazioni e ragionamenti a cui sono arrivata soltanto dopo (a volte molto dopo); con il tempo e l'allenamento al non-acquisto. 

Il mio periodo di astinenza totale da acquisti che mi sono imposta era dal primo giugno 2010 al primo settembre 2010.
Mentre maturavo la decisione di fare questo periodo di "depurazione" mi immaginavo che alla scadenza del periodo di astinenza da acquisti, cioè il primo giorno di settembre, mi sarei recata in tutti i negozi dove avevo visto qualcosa di interessante a comprare quello che non mi ero procurata prima. Invece le cose sono andate del tutto diversamente: non solo non mi sono fiondata nei negozi di tutta la Romagna assetata di acquisti, ma mi sono addirittura dovuta forzare per andare a comprare qualcosa per vedere che effetto mi avrebbe fatto. Verso il 4-5 settembre ho raccolto le forze e pochi spiccioli e sono andata a comprare in una profumeria di bassa fascia un mascara (che era l'unica cosa che mi "serviva" visto che il vecchio era finito e non ne ho mai più d'uno aperti); intanto che ero lì ho preso anche due rossetti visto che non ne avevo più nessuno. Ma nessun brivido ha attraversato le mie mani e la mia mente, nessuna emozione, anzi mi era quasi spiaciuto spendere dei soldi in qualcosa di poco utile (soprattutto per quel che riguarda i rossetti). Una ventina di euro in tutto, mica chissà che cifra. Ma a me non era piaciuta come esperienza
Pensa che ti ripensa sulla mia delusione una ovvia deduzione: abbiamo già tutto quello che ci serve. Ovvio? mica tanto! A volte bisogna un po' usare la fantasia o avere il tempo di aspettare che la soluzione a ciò che ci serve arrivi ma vi garantisco che quello che serve veramente e anche tutto quello che non serve già ce lo abbiamo.
Di qui il passo a capire che viviamo nell'opulenza, tutti noi, nessuno escluso è stato breve. (argomento complicato, farò un articolo a parte)

Ma io allora? Stavo diventando un'aliena? Un individuo astratto dalla società? Una persona isolata in una realtà tutta sua?
No. Stavo iniziando il percorso che mi sta portando oggi a diventare una consumatrice consapevole.
Ora di fronte ad un nuovo acquisto ci sono domande precise che mi pongo:
  1. Mi serve?
  2. Mi serve davvero?
  3. Per fare cosa?
  4. Perché?
  5. Sono sicura che a casa non ho già una soluzione a questa necessità? o qualcosa di simile?
  6. Non posso proprio prescindere da questo acquisto?
  7. Potrei trovarlo usato?
  8. Potrei spendere meno e avere qualcosa che mi soddisfi egualmente?
  9. Potrei farmelo da me?
  10. Perché lo desidero così tanto?
  11. Posso aspettare a comprarlo per vedere se mi serve davvero?
  12. Ho denaro a sufficienza per questa spesa?
  13. Questo prodotto è testato su animali o è prodotto da aziende che in qualche modo sono connesse ai test sugli animali?
  14. Esiste la versione biologica o biodinamica di questo prodotto?
  15. Esiste una versione cruelty-free?
  16. Chi arricchisco con questo acquisto? Una persona della mia comunità o un indefinita catena di negozi? (la polemica sul fatto che le grandi catene multinazionali non pagano l'IVA ve la risparmio)
  17. Questo prodotto esiste artigianale o a chilometri zero?
  18. Esiste un prodotto simile che abbia inquinato meno nel suo processo di produzione e commercializzazione?
  19. Sono disposta a pagare il costo "energetico" e ambientale di questo oggetto e rendermene responsabile con il mio acquisto?
  20. Vale quello che costa?
  21. è solo per farmi un regalo e soddisfare un mio vezzo?
  22. è un auto-regalo? per cosa? me lo merito? posso aspettare? posso darmi un obiettivo per "meritarmelo"?
  23. Ne sono consapevole?
  24. è quello che voglio davvero o solo qualcosa che ci assomiglia ma non ha tutte le caratteristiche per soddisfarmi?
  25. Sono sicura che lo voglio comprare?

In merito al penultimo punto vorrei solo aprire una parentesi: mi sono resa conto che molti miei acquisti erano il risultato del tentativo di soddisfare un desiderio (ben chiaro nella mia mente): volevo possedere un determinato oggetto, fatto in un preciso modo e in qualche modo avevo trovato qualcosa che si avvicinava a quell'oggetto ideale. Ma che al tempo stesso non mi soddisfaceva del tutto. Il risultato era quindi che il mio desiderio restava irrealizzato e mi continuava a spingere verso nuovi acquisti. Ad esempio: sono due anni che cerco una borsa fatta in un determinato modo e molte sono stata sul punto di comprarne una che era vicina al mio modello ideale; sono stata sul punto ma visto che non mi soddisfaceva completamente non l'ho presa. Perché alla fine avrei accumulato borse che mi soddisfacevano solo in parte e che si sarebbero sommate alle già troppo numerose borse che ho. Se devo comprarne una deve essere quella che desidero al cento per cento, niente di meno. Può sembrare arrogante metterla su questo piano però credo che ognuno di noi, me compresa, sia libero di decidere se e come spendere denaro e io non lo spendo se non per qualcosa che mi soddisfa in tutto e per tutto.

Sia ben chiaro non è che non io non compri più nulla per vezzo, ma quando lo faccio almeno ne sono consapevole e lo faccio per scelta, non guidata da sottili meccanismi di compulsione all'acquisto. Non mi sento completamente immune alle strategie marketing ma per lo meno sento di aver messo un buon filtro. Non mi sento diversa perché a 28 anni compro se posso usato (e lo regalerei pure dell'usato, ma molte persone si sentono offese nel ricevere un regalo di compleanno preso al mercatino- allora regalo le mie marmellate).  Non mi vergogno a chiedere a chi mi vuole fare un regalo esattamente quello che desidero (di solito un massaggio o un trattamento e estetico, a meno che non ci sia qualcosa che mi piace che a comprarla coi miei soldi mi sentirei in colpa) e non mi vergogno nemmeno a chiedere di cambiare un regalo se non mi piace. D'altronde se una persona mi conosce bene e mi è davvero vicina il regalo non lo sbaglia, se si sbaglia o non mi conosce bene e allora io mi devo far conoscere meglio, o non gliene importa e quindi anche se cambio il regalo non cambia nulla. Ma sto andando fuori tema ed è meglio chiudere.

Va bè, insomma, io sono quasi due anni che compro poco e mirato. Perché non accumulare oggetti permette di avere meno cose (rifiuti) da smaltire poi e più ordine e linearità nel presente. è come non ingrassare e restare magri sempre, pur concedendosi qualche golosità di tanto in tanto :)

venerdì 10 febbraio 2012

Del mio peso.



Come si vede dalla fotina del profilo sono una ragazza in carne. Peso tanto, non dirò quanto, ma decisamente troppo. Ho iniziato piano piano a dimagrire, ho perso 3 chili in due mesi. È giusto come calo, perché per alcuni eventi (Polipetto III, inizio del lavoro e di un corso a Bologna, influenza e poi neve) è da un mese che non varco la soglia della palestra. 

In ogni caso non è di questo che volevo parlare, non esattamente. 

Questo post di Amedeo mi ha fatto riflettere su di me, sul perché io sia diventata grassa.

Il motivo principale che avevo trovato era per una specie di compensazione per situazioni difficili da sopportare ma dove da parte mia non era ammesso "sbagliare" (leggi: lasciarsi trascinare in follia pura) unita ad una profonda mancanza di rispetto. In sostanza non mi ritenevo degna di essere anche fisicamente nella norma. Era come se mi dicessi: sono intelligente, le persone devono volermi bene per questo, non per altro. E poi c'è il problema dell'appartenere al club delle figlie e dei figli di "madrimaicontente" come giustamente Federica ha detto qui. Perché visto che vivo con gente che mi vuole perfetta sotto tutti i punti di vista, nessuno escluso, da qualche parte avevo bisogno di crollare. Quando Amedeo mi fa leggere "a una come mia madre, sentirsi svalutare perché grassa non fa né caldo né freddo, tanto che sull'uscita pessima di suo marito non ha fatto una piega" a me vengono i brividi, perché io sono sempre dovuta essere brava a scuola, matura più della mia età, per bene, educata, forte nel sopportare situazioni famigliari che non sto a raccontare.... insomma essere una donna a cui, apparentemente "sentirsi svalutare perché grassa non fa né caldo né freddo". 

Ma non è proprio andata così in realtà: da qualche parte volevo e pretendevo di sentirmi in diritto di sbagliare. E siccome a sbagliare a fumare, drogarsi, alcolizzarsi e similari il mio invadentissimo super-io (non si fa questo! fa male quello! è vietato!) me l'ha proibito e io allora mi son sfogata sul cibo e sul diventare grassa. Che non è illegale e non fa male a nessuno.

Ecco, non è proprio così.
Fa male.
Un sacco.
A me soprattutto.

Quando le persone mi conoscono spesso, di primo acchito quando sentono i miei racconti, pensano che io sia una specie di donna invincibile, che ne ha passate di cotte e di crude e sempre ne è passata indenne a testa alta. Come se fosse stato solo un alito di vento e non una tempesta. Ecco. Non è proprio così. Delle volte per passare da certe situazioni si fa una fatica bestiale, se poi non si vuole mai chiede aiuto a nessuno, allora si fa ancora più fatica e da qualche parte bisogna cedere. Per mantenere un equilibrio mentale apparente io ho avuto bisogno di concedermi di essere sbagliata in qualcosa. E siccome non volevo (o non potevo) andare giù di testa e dare i numeri, ho mollato i freni nell'alimentazione e nell'attività fisica. Come dire: non divento una che si taglia ma grassa. 

A ripensarci adesso quello che ho fatto è ancora più subdolo: ho spacciato per "normale" qualcosa che normale non era, per fare in modo che ancora una volta di più nessuno intorno a me pensasse che c'era (c'è) un problema. Per tenere tutti alla larga dalle mie emozioni e dai miei problemi, che non manifestandosi "per davvero" era un po' come se sparissero no? 
No! Dannazione: no! I problemi non spariscono così: anche se tengo gli occhi chiusi, quello che c'è intorno a me non cambia. Ovvio, ma mica tanto in verità.

In sostanza dimagrire è per me adesso un percorso di conoscenza di me stessa, di acquisizione di rispetto e dignità. E ad ogni chilo che se ne va c'è una di quelle situazioni passate che mi hanno spinto a ingrassare che si risolve, consapevolmente o no è così. 

Allora chiaramente si capisce bene che tre chili in due mesi vanno più che bene. 

E si capisce che le donne tutte d'un pezzo, quando nessuno le vede piangono. Proprio loro. Che sono solide come piramidi. Piangono con la pelle che brucia sotto  il peso delle lacrime che si portano dietro tutta la disperazione del mondo. Perché le donne tutte d'un pezzo non si piegano, ma a volte si rompono.

Finalmente, allora, tornano ad essere solo donne. Lasciando il d'un pezzo a fare il muschio nel giardino di un collezionista di oggetti rari.


sabato 10 dicembre 2011

Considera questo

Se puoi iniziare la giornata senza caffeina,
se puoi andare avanti senza pillole stimolanti,
se riesci ad essere festoso ignorando dolori e sofferenze,
se eviti di lamentarti, annoiando la gente con i tuoi problemi,
se puoi mangiare lo stesso cibo ogni giorno ed esserne grato,
se riesci a capire quando le persone che ami sono troppo occupate per darti retta,
se passi sopra al fatto che chi ami ti dà erroneamente la colpa se qualcosa va storto,
se accetti critiche e rimproveri senza risentirti,
se ignori la cattiva educazione di un amico ed eviti di correggerlo,
se tratti i ricchi come i poveri,
se affronti il mondo senza bugie o inganni,
se sai vincere la tensione senza l’aiuto di un medico,
se sei capace di rilassarti senza uso di liquori,
se riesci a dormire senza l’aiuto di farmaci,
se puoi affermare in tutta onestà che, al fondo del tuo cuore, sei privo di qualsiasi pregiudizio su religione, colore e credo politico,
allora sei buono quasi quanto il tuo cane!

(Trovato in un foglietto che ora se ne va verso il cestino)

sabato 3 dicembre 2011

Errori e prime riflessioni dell'alleggerimento

Stasera ho fatto una cosa, anzi due, sbagliate. Quelle due cose che mi fregano sempre quando si tratta di ordine. Solo che stavolta me ne sono accorta e quindi significa che ho fatto i primi passi avanti nel percorso di alleggerimento.
I miei errori tipo sono:
  • inscatolare;
oppure
  • impilare.
Quindi immaginate bene cosa ho fatto oggi: una pila di scatole.

Il motivo è che sentivo bisogno di nascondere velocemente il disordine per avere un attimo di respiro e sollievo entrando nella stanza di cui mi sto occupando. Il risultato è sorprendente. Quattro scatole hanno immense potenzialità! ahahah!!! Come ho detto in realtà, buttare le cose alla rinfusa dentro scatole (o cassetti o armadi) non è un modo per mettere in ordine: è un modo per nascondere il disordine. Questo non significa che inscatolare o mettere in cassetti oggetti di vario tipo sia sbagliato, lo è se lo si fa senza criterio. Anche adesso dopo poco più di un'ora che l'ho fatto non sarei capace di dire con esattezza il contenuto delle scatole. È servito solo ad occultare e ridimensionare una realtà esplosa oltre il limite. 

Fino a ieri avrei detto: "Beh dai, ora è in ordine" auto ingannandomi. Invece ora dico: "Ho liberato rapidamente lo spazio di lavoro per avere un'idea di come sarà dopo e quindi ho una motivazione in più per ricollocare esattamente il contenuto delle scatole."

Inoltre un'altra cosa sorprendente di cui ogni giorno mi rendo sempre più conto è che non è vero che "Non ho abbastanza spazio" è che lo uso male: o ci sono troppi oggetti, di cui molti non utili e non necessari che vanno eliminati, o il tipo di arredamento che ho scelto e come l'ho disposto non è funzionale e va modificato. Ogni volta che penso di non avere spazio, quindi mi chiedo: tutto quello che ho mi serve davvero? Quello che ho è disposto in modo funzionale e organico? 

E voi? Che domande vi fate quando siete di fronte al problema della mancanza di spazio? O meglio... ve le fate le domande o no? Oppure c'è qualcuno che è già così esperto che a questo "problema" non ci arriva e ha spunti di riflessione per me?

giovedì 1 dicembre 2011

E io che mi credevo

Facile fare decluttering: prendi le cose e le butti via.
E invece no.
Com'è che tutto quello che mi capita ultimamente è una dimostrazione del contrario di quello che penso? Immaginavo di impiegare non oltre una settimana per declutterare il mio studiolo. 
E invece no.
Prendi, spolvera, guarda, capisci cos'è e se è da tenere o no, ricolloca in nuova postazione o bidona a seconda dei casi. E soprattutto non guardarti intorno. Perché a vedere quello che è ancora da fare può venirti lo sconforto. E a vedere come si riduce "il resto" della stanza può venirti male.
È anche vero che io partivo da una camera già disordinata, quindi al disordine già esistente se n'è accumulato altro. Forse sono l'unica, ma quando faccio questo tipo di lavori, come le pulizie anche, alla fine il risultato è impeccabile (cfr. ascendente Vergine) ma nel mentre... ecco... diciamo che sembra sia passato un uragano (cfr. Sagittario). La responsabilità maggiore è delle cose in attesa di giudizio e collocazione. Che transitano su e giù tra tavola, sedie, sgabelli, pavimento...
Posso farcela però. Anzi, ce la farò sicuramente. 
È anche decisamente stancante, almeno per me. 

Per voi com'è? Facile o difficile? Andate con un filo di gas o dopo un paio d'ore come me iniziate ad accusare il colpo?

martedì 29 novembre 2011

Tuffi al cuore

In collaborazione con Yliharma continua il programma di decluttering in tandem. 
E oggi ho attaccato una parte della libreria Billy, e sono arrivati i primi nodi al pettine.
Nella libreria ci sono due scatole, in cui io credevo ci fossero le cartoline che collezionavo nei primi anni dell'università. 
Ovvero cartoline pubblicitarie di vario tipo. 

E invece no.

Quelle due scatole contengono le cartoline e le lettere che mi scambiavo con le amiche ai tempi delle medie e delle superiori. Ci sono anche tanti biglietti di auguri "per i tuoi 13/14/15 anni" e allora prima di buttarle via le rileggo tutte, per farle mie ancora una volta e per rinnovare le emozioni di tenerezza e affetto che traspaiono da quelle lettere e dai biglietti. Anche se così facendo rallento di tanto il ritmo di lavoro. Secondo me è giusto così: un lavoro ben fatto non è sempre detto che sia rapido, anzi: in questo modo me lo godo e assimilo tutto il valore e l'autenticità di quei sentimenti.
Avere così tante lettere, biglietti e cartoline che finiscono con Ti voglio tanto bene scalda il cuore e mi fa capire che c'è amore tutto intorno a me, che ho seminato bene a partire dal passato, che la strada che ho percorso è una strada calda e ricca di sentimenti. È molto bello scoprirlo nel giorno del mio compleanno.
Trascriverò qui sul blog alcune cose che mi colpiscono particolarmente, per non dimenticarle mai più.

venerdì 25 novembre 2011

Borsa borsa delle mie brame...

Oggi niente decluttering estremo, perché le cose devono un po' sedimentare e anche perché è faticoso, soprattutto moralmente buttare via tante cose. Anche se sono vecchie e inutili il fatto di prenderle fra le mani e fisicamente gettarle nel bidone smuove le emozioni, anche se cerco di non commuovermi.

Quindi per adesso il progetto 100 chili sta fermo dov'è e lascio che si assimili emotivamente il lavoro di ieri.

Visto però che non riesco a stare con le mani in mano e che mi hanno regalato una borsa bellissima per la laurea adesso mi occuperò di lei. 
In questo periodo ho usato tre borse: una cartella per andare su e giù con i documenti a Bologna, una borsa mediamente grande per tutti i giorni e una borsina rosa di dimensioni contenute per quando uscivo la sera. Ora si tratta di svuotarle e riorganizzare la situazione per far confluire i contenuti nell'unica meravigliosa borsa che i miei cugini mi hanno regalato. 

Se non trovo topi morti è un buon segno...

13,260 kg

Questa è la partenza ufficiale del progetto 100 chili, che si avvale della collaborazione di Yliharma, dal blog Minimal...Italy. Da lei ci sono le cartoniadi, cioè una sfida a campioni del riciclo. Quindi mi sembra un po' un peccato che tutto quello che ho buttato oggi non possa partecipare alla gara. 
Si tratta di 13 chili e un quarto di carta infatti quello il ricavato di oggi. 
È stato facile, lo so, perché queste erano cose che erano da cestinare da anni, ma per partire nel progetto mi serviva un risultato incoraggiante.
Non è che ora la situazione sia migliorata tantissimo, anzi se voi entraste ora direste: "ah, ma devi ancora mettere a posto?".
È un lavoro lungo e faticoso. Vedrete un dopo tra non meno di una settimana :)
Il settore di oggi è stato uno scompartimento della libreria di legno a muro. Quello in alto a destra. 
Sono stati coinvolti anche la scatola con gli appunti sull'inferno di Dante che aveva la colpa di starsene un po' fra i piedi e un raccoglitore che stava della libreria Billy. Le vittime sono state le fotocopie inutili di corsi universitari vecchi come Noè e di vecchi spettacoli e corsi di teatro. 
Si sono salvati un pacchetto di fotocopie sulla dizione, gli appunti del corso di lingua francese del primo anno con Madame Koklis, un pacchettino di fotocopie sulle norme igieniche per gli operatori dei canili e dei gattili e ovviamente tutti i raccoglitori che ora sono vuoti :) al prossimo giro vedrò cosa farne.

Questo primo passaggio ha portato alla luce un vecchio segnalibro che mi era stato regalato da un'amica carissima e che non trovavo da anni. È stato bellissimo ritrovarlo!