Un lungo risveglio insieme e una colazione.
Un piatto di pasta scolato mentre lui arriva sotto casa.
La tenerezza e l'amore.
Ridere su per il tragitto.
La gara e aspettarlo all'arrivo dove riesce a qualificarsi anche per un piccolo premio.
Il ristoro e la felicità di aver raggiunto i traguardo con 4 minuti di miglioramento rispetto all'altra volta.
Una doccia fatta a secchiate in mezzo al parcheggio.
Una tisana ai mirtilli assaggiata e poi comprata in erboristeria.
Un capriolo avvistato.
L'acqua della fonte.
La pizza e il gelato.
Perfetto. Semplicemente perfetto.
Mai stati più felici.
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domenica 12 agosto 2012
venerdì 20 aprile 2012
Riflessioni sulla felicità
Alcuni scribacchini virtuali che frequento, sempre virtualmente s'intende, hanno pensato di dedicare il mese di aprile alla felicità e allora io mi aggrego.
Personalmente mi ritengo una persona felice, anzi, gioiosa.
Il mio scopo nella vita è essere felice, è il mio obiettivo e praticamente tutte le mie scelte importanti dipendono da questo.
Due anni fa ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato per laurearmi. Una pazza, lo so. Tra l'altro avevo il tempo parziale (che mi era stato accordato per motivi di studio appunto), senza la riforma Gelmini sarei ancora nel mio vecchio posto di lavoro, ma grazie alla riforma delle università mi sono trovata davanti ad un bivio: lavorare o laurearsi entro i tempi massimi. Era un aut aut. Per me, che piuttosto non dormo la notte ma devo riuscire a fare tutto e non mollare mai la presa su nulla è stata una situazione durissima. Ricordo con estrema chiarezza il mio sentimento di angoscia quando a gennaio 2009 alla segreteria studenti di lettere mi dissero "entro marzo 2012, altrimenti decadi". Ricordo che piansi. Piansi a dirotto, con lacrime grosse come vasi di marmellata, dense, potenti che venivano da dentro la parte più lontana di me. Ero perduta. Tutto quello per cui mi ero sforzata tanto e avevo speso denaro e fatica stava andando in frantumi. Anzi era definitivamente sbriciolato. Al 32 di via Zamboni c'è la biblioteca di italianistica. Non so perché sono andata proprio lì, non me lo ricordo, forse dovevo consegnare un libro. Mi ricordo chiaramente di me però. Stavo seduta su una panchina del corridoio e piangevo, senza rumore. Solo lacrime. Lacrime come sangue. Uscivano dalla mia ferita a ritmo continuo e ininterrotto. E non me ne fregava niente di quelli che passavano e mi vedevano così. La mia vita era a pezzi. I miei progetti di vita definitivamente spazzati via da una leggiucola. Alcuni giorni dopo, credo qualche settimana, di ansia, dubbi, incubi di notte e di giorno ho fatto la mia scelta e ho comunicato -non senza piangere- alla mia store manager (una donna meravigliosa, capace, intelligente, bella) di volermi licenziare per finire gli studi. La mia azienda allora mi è venuta incontro di nuovo e mi ha proposto un periodo di nove mesi di aspettativa non retribuita, un periodo per pensarci su, per provare a mettermi in pari con gli esami, per staccare un attimo da quella pressione della scelta. Mi sentivo sollevata per due motivi: avevo tempo per riflettere bene sulla mia scelta e l'azienda (e le persone) con cui lavoravo mi avevano dimostrato un grande attaccamento e molta stima, il che è stato un grosso aiuto. Poi sono partita per l'Erasmus e ho deciso di non tornare in Italia a gennaio, quando scadevano i nove mesi. Ed è stata l'esperienza più entusiasmante della mia carriera scolastica. Pazzesco.
Quando sono tornata mi mancavano solo tre esami e avevo deciso che non avrei lavorato fino a che non avessi discusso la tesi. Tra fatiche e peripezie mi sono laureata a novembre 2011. Riuscire a finire e a concludere quel percorso è stato davvero significativo. (non ve la sto a dire ancora tutta, la piva della fatica, ecc ecc)
A gennaio 2012 ho cominciato a lavorare perché nel frattempo avevo capito la mia vera vocazione professionale e lo scopo a cui devo dedicare il mio lavoro: educare. Ho trovato lavoro dopo due mesi dalla laurea grazie al mio diploma delle superiori e al di fuori di ogni prospettiva lavorativa. In fondo sapevo che sarebbe andata così però, perché ho la certezza che quando si segue in maniera esatta il piano divino che è dentro di noi e voluto per e da noi, si vada via leggeri, quasi senza sforzo e senza fatica.
Non che sia tutto facile e semplice, anzi. Ma la gioia che ho nell'affrontare il mio quotidiano, questa certezza e solidità interiore che sono il sapere e il fare ciò che è giusto e coerente con e per me, mi fanno essere tenace nel perseguire i miei obiettivi, incurante delle critiche ingiuste e degli atteggiamenti scortesi, mi fanno apprezzare quello che ho perché è quello che voglio. La certezza di sapere dove andare permette di tenere lo sguardo alto sul percorso e gustarsi il viaggio, invece che basso nel cercare di districarsi. Il filo da seguire l'ho già trovato e devo semplicemente seguirlo. Non importa che la matassa ogni tanto si imbrogli, perché seguendo il mio filo uscirò dal nodo.
E quindi sì, sono felice, poiché sono coerente con le mie necessità più profonde, perché quello che faccio "fuori" risponde a quello che si muove "dentro"e perché porto con gioia i dolori necessari e le fatiche delle mie giornate e delle mie relazioni. È questa la chiave della mia felicità. Ora so che aver sgretolato la vecchia vita è stato provvidenziale, un segno del destino che mi diceva chiaramente: "quello che stai facendo non va bene!! devi cambiare rotta!" e cambiato il senso di marcia della mia vita, invece che arrancare e andare contro a mille ostacoli mi sono trovata, non dico su una strada spianata, ma almeno nel senso giusto di marcia! Poi quando mi va via mezzo stipendio dal carrozziere non è che io sia proprio al massimo della contentezza, però dai, capita! :P
POSTILLA DEL GIORNO DOPO
Nel mio modo di vivere le cose e le persone rientra tantissimo la prospettiva del ringraziamento. Ringrazio per tantissime delle cose che mi succedono:
-grazie per avermi fatto avere un piccolo incidente, ho capito che devo rallentare i ritmi
-grazie per la bella giornata
-grazie per la pioggia
-grazie per gli asparagi, drenano tantissimo
-grazie per le persone che mi amano
-grazie per le colleghe difficili, mi ispirano a essere diversa da loro
-grazie per una sorpresa
-grazie, grazie, grazie. sempre, per ogni cosa!
POSTILLA DEL GIORNO DOPO
Nel mio modo di vivere le cose e le persone rientra tantissimo la prospettiva del ringraziamento. Ringrazio per tantissime delle cose che mi succedono:
-grazie per avermi fatto avere un piccolo incidente, ho capito che devo rallentare i ritmi
-grazie per la bella giornata
-grazie per la pioggia
-grazie per gli asparagi, drenano tantissimo
-grazie per le persone che mi amano
-grazie per le colleghe difficili, mi ispirano a essere diversa da loro
-grazie per una sorpresa
-grazie, grazie, grazie. sempre, per ogni cosa!
martedì 17 gennaio 2012
yu-uu-uh!
Ciao, ci sono. Sto bene, ho il raffreddore. Bollono in pentola novità che non posso raccontare. Per scaramanzia, per riservatezza, per evitare che qualcuno che non deve le venga a sapere, per lo meno ora. Scusate. So che questo è un posto poco frequentato, ma non si sa mai. Poi vi dirò tutto in un colpo quando sarò "fuori pericolo". Baci a tutti.
martedì 3 gennaio 2012
obiettivo
Tornare taglia 44 e svaligiare questo sito (dopo aver vinto alla lotteria, ça va sans dire)
Mi piacciono TUTTI i vestiti, TUTTI. Sono 4 stagioni che ci guardo con la bava alla bocca... prima o poi ce la farò pure a prendere qualcosa. E chissene del minimalismo davanti ad abiti così belli.
Mi piacciono TUTTI i vestiti, TUTTI. Sono 4 stagioni che ci guardo con la bava alla bocca... prima o poi ce la farò pure a prendere qualcosa. E chissene del minimalismo davanti ad abiti così belli.
mercoledì 28 dicembre 2011
Tuffi al cuore...parte seconda
Oggi era una giornata nell'ordinario, una giornata contenta, di cui ero soddisfatta e che mi era piaciuta. C'era il sole, che ho fotografato al tramonto, ho studiato inglese (piccolo spazio autocelebrativo: mi ci sono messa sul serio, che brava!) sono andata a fare le commissioni con la mia amica attrice, sono passata dal negozio del mio fidanzato per fargli un saluto e dare la mia approvazione alla scelta del nuovo parquet, poi sarei dovuta andare in palestra. Ma sarà stato il buio, sarà stato il panettone mangiato a pranzo ma non ne avevo mica tanta voglia... e mi sono attardata un po' a casa, cincischiando.
E per fortuna! Il telefono di casa ha squillato, un numero di Bologna... il mio pensiero è stato... "Ma chi è a quest'ora? Mah, magari sarà un fax... PRONTO?"
Voce di donna "Buonasera, c'è Marina?"
"Sono io, chi parla?"
"Sono Giovanna"
Connessione sinapsi scattante: Giovanna-Bologna-Cartoline "OMMIO DIO! CIAOOO!!"*
Grande entusiasmo e gioia, chiaccherata super felice. La cartolina, non sai che piacere, cosa fai adesso, ma dai, convivi? hai figli? sei sposata? dammi il tuo numero, come davvero? senti ancora la Katia? ma dai, sì dammi il suo numero, la chiamo subito.
BAM! questa è la parola per definire quello che mi è successo: ho ricevuto una mazzata di felicità. Ora ho perfettamente chiaro il concetto di "energia positiva". Questa telefonata mi ha dato una forza e un entusiasmo interiore che non ha eguali, felicità pura. Tutte le mie cellule vibravano di allegria. Non parlavo al telefono urlavo, perché non potevo fermare la frenesia della felicità.
Poi ho chiamato anche la Katia e SBAM! Altra botta di energia. Si sta per sposare. Mio Dio, era in seconda superiore o terza l'ultima volta che ci siamo viste. Quello che mi ha colpito è che ci siamo chieste: ma adesso, quanti anni hai? Lei 32 e io 28. Santo cielo. Eravamo due bambine.
Che lo dico a fare, dopo questo scambio di telefonate sono diventata un vulcano di energia e mi sono precipitata in palestra. Ero e sono ancora letteralmente elettrizzata. Ho capito davvero l'importanza delle emozioni e degli stati d'animo. Se sei felice, tutto quello che fai lo fai con gioia e impegno e ne hai il massimo rendimento. Ad esempio sulla bicicletta di solito sto al livello 7-8 e dopo arrivare ai dieci minuti imposti dalla scheda è uno strazio. Stasera mi sono messa a 9, pedalavo a manetta, e se alle dieci la palestra non avesse chiuso avrei fatto anche mezz'ora.
Mamma mia che emozioni oggi, che grinta che ho adesso.
Se mi capita di prendere altre due o tre spinte così nel giro di poco tempo divento wonder woman.
Volevo condividere con voi questo momento e metterlo per iscritto per ricordarmi che la felicità è sempre dietro l'angolo, va cercata (infatti se non avessi spedito quelle cartoline agli indirizzi che ho ritrovato tra le vecchie cose non sarebbe arrivata), ma va cercata nelle piccole cose, nel fare qualcosa per gli altri, nell'essere disponibile per gli altri, nei gesti affettuosi e nel rispetto di sé stessi e degli altri.
Questa giornata ha spazzato via il malumore residuo di un'esperienza lavorativa di due giorni che non è stata come me l'aspettavo, anzi mi ha fatto apprezzare meglio il buono che ho trovato nel fare la promoter di un profumo in un centro commerciale alla vigilia di Natale**. Ma chissene frega delle persone nevrotiche e frustrate, ho la mia bella vita, felice, piena, ricca, con le persone che amo, adoro e curo, che mi fanno due streghe di una profumeria a me? ;-)
* Le cartoline del luogo di vacanza dove vado da quando ho sei anni che ho trovato nella scatola con la corrispondenza con le amiche delle vacanze di quando ero adolescente le ho appunto mandate a loro. Cfr qualche post fa.
**Ovvero:
Un uomo sui 35 che cerca degli smalti e delle cose per le unghie e la manicure da regalare alla moglie e alla figlia per farle giocare insieme. Tenerezza e amore infiniti.
Un ragazzo sui 28-30 bello, carino, educato, gentile, sorridente che assieme alla mamma cerca dei profumi da regalare alla cardiologa che ha curato la madre e alla banchiera che ha avuto cura dei loro risparmi nel modo giusto, e poi un regalo per il fratello gemello nella perfetta consapevolezza si quello che piace al fratello ed in grado di mettere scegliere un regalo che piacerebbe al destinatario, invece che a lui che lo fa. Tantissimo amore, gratitudine per la vita, senso del donarsi senza volere ricevere.
Una bimba 7-8 anni assieme al babbo che vuole fare il regalo alla mamma e al papà e ha paura che i lucidalabbra siano piccoli nella confezione come i tester, ma che poi invece vede che sono grandi e dice che va bene. E che sceglie il profumo che il papà si darà tutti i giorni, un profumo da 9,99 euro, di quelli senza fragranze ricercate ma che il padre metterà ogni giorno con amore. E il papà che fa in modo che la figlia paghi con i soldi che le dà lui, invece che con quelli che si era portata dietro lei. Cosa devo aggiungere? Stavo per mettermi a piangere dalla commozione in negozio e anche ora ho le lacrime agli occhi.
Una ragazzina 14-16 anni che deve fare un regalino a tre amiche, tutti uguali perché per lei sono tutte importanti uguali e sceglie la crema mani. Perché ha un po' il senso del "ti proteggo e ti aiuto a superare le difficoltà".
Complimenti per essere stata brava dalla vice e anche dalla capa, anche se poi la capa lo vuole negare.
I sorrisi e i grazie delle persone a cui risolvi il problema del "pensierino" con un'idea per un regalino intelligente e poco costoso.
La nonna che viene a cercare idee per fare un pensierino per la nipote adolescente per l'epifania e si fa consigliare in "queste cose da giovani".
(N.d.A. lo so bene che ci sono sinonimi della parola felicità. ma nulla che sia identico e così pieno come significato. Quindi se sono stata ridondante è stato per marcare la potenza e l'incisività di questo sentimento così forte che oggi mi ha letteralmente travolto.)
E per fortuna! Il telefono di casa ha squillato, un numero di Bologna... il mio pensiero è stato... "Ma chi è a quest'ora? Mah, magari sarà un fax... PRONTO?"
Voce di donna "Buonasera, c'è Marina?"
"Sono io, chi parla?"
"Sono Giovanna"
Connessione sinapsi scattante: Giovanna-Bologna-Cartoline "OMMIO DIO! CIAOOO!!"*
Grande entusiasmo e gioia, chiaccherata super felice. La cartolina, non sai che piacere, cosa fai adesso, ma dai, convivi? hai figli? sei sposata? dammi il tuo numero, come davvero? senti ancora la Katia? ma dai, sì dammi il suo numero, la chiamo subito.
BAM! questa è la parola per definire quello che mi è successo: ho ricevuto una mazzata di felicità. Ora ho perfettamente chiaro il concetto di "energia positiva". Questa telefonata mi ha dato una forza e un entusiasmo interiore che non ha eguali, felicità pura. Tutte le mie cellule vibravano di allegria. Non parlavo al telefono urlavo, perché non potevo fermare la frenesia della felicità.
Poi ho chiamato anche la Katia e SBAM! Altra botta di energia. Si sta per sposare. Mio Dio, era in seconda superiore o terza l'ultima volta che ci siamo viste. Quello che mi ha colpito è che ci siamo chieste: ma adesso, quanti anni hai? Lei 32 e io 28. Santo cielo. Eravamo due bambine.
Che lo dico a fare, dopo questo scambio di telefonate sono diventata un vulcano di energia e mi sono precipitata in palestra. Ero e sono ancora letteralmente elettrizzata. Ho capito davvero l'importanza delle emozioni e degli stati d'animo. Se sei felice, tutto quello che fai lo fai con gioia e impegno e ne hai il massimo rendimento. Ad esempio sulla bicicletta di solito sto al livello 7-8 e dopo arrivare ai dieci minuti imposti dalla scheda è uno strazio. Stasera mi sono messa a 9, pedalavo a manetta, e se alle dieci la palestra non avesse chiuso avrei fatto anche mezz'ora.
Mamma mia che emozioni oggi, che grinta che ho adesso.
Se mi capita di prendere altre due o tre spinte così nel giro di poco tempo divento wonder woman.
Volevo condividere con voi questo momento e metterlo per iscritto per ricordarmi che la felicità è sempre dietro l'angolo, va cercata (infatti se non avessi spedito quelle cartoline agli indirizzi che ho ritrovato tra le vecchie cose non sarebbe arrivata), ma va cercata nelle piccole cose, nel fare qualcosa per gli altri, nell'essere disponibile per gli altri, nei gesti affettuosi e nel rispetto di sé stessi e degli altri.
Questa giornata ha spazzato via il malumore residuo di un'esperienza lavorativa di due giorni che non è stata come me l'aspettavo, anzi mi ha fatto apprezzare meglio il buono che ho trovato nel fare la promoter di un profumo in un centro commerciale alla vigilia di Natale**. Ma chissene frega delle persone nevrotiche e frustrate, ho la mia bella vita, felice, piena, ricca, con le persone che amo, adoro e curo, che mi fanno due streghe di una profumeria a me? ;-)
* Le cartoline del luogo di vacanza dove vado da quando ho sei anni che ho trovato nella scatola con la corrispondenza con le amiche delle vacanze di quando ero adolescente le ho appunto mandate a loro. Cfr qualche post fa.
**Ovvero:
Un uomo sui 35 che cerca degli smalti e delle cose per le unghie e la manicure da regalare alla moglie e alla figlia per farle giocare insieme. Tenerezza e amore infiniti.
Un ragazzo sui 28-30 bello, carino, educato, gentile, sorridente che assieme alla mamma cerca dei profumi da regalare alla cardiologa che ha curato la madre e alla banchiera che ha avuto cura dei loro risparmi nel modo giusto, e poi un regalo per il fratello gemello nella perfetta consapevolezza si quello che piace al fratello ed in grado di mettere scegliere un regalo che piacerebbe al destinatario, invece che a lui che lo fa. Tantissimo amore, gratitudine per la vita, senso del donarsi senza volere ricevere.
Una bimba 7-8 anni assieme al babbo che vuole fare il regalo alla mamma e al papà e ha paura che i lucidalabbra siano piccoli nella confezione come i tester, ma che poi invece vede che sono grandi e dice che va bene. E che sceglie il profumo che il papà si darà tutti i giorni, un profumo da 9,99 euro, di quelli senza fragranze ricercate ma che il padre metterà ogni giorno con amore. E il papà che fa in modo che la figlia paghi con i soldi che le dà lui, invece che con quelli che si era portata dietro lei. Cosa devo aggiungere? Stavo per mettermi a piangere dalla commozione in negozio e anche ora ho le lacrime agli occhi.
Una ragazzina 14-16 anni che deve fare un regalino a tre amiche, tutti uguali perché per lei sono tutte importanti uguali e sceglie la crema mani. Perché ha un po' il senso del "ti proteggo e ti aiuto a superare le difficoltà".
Complimenti per essere stata brava dalla vice e anche dalla capa, anche se poi la capa lo vuole negare.
I sorrisi e i grazie delle persone a cui risolvi il problema del "pensierino" con un'idea per un regalino intelligente e poco costoso.
La nonna che viene a cercare idee per fare un pensierino per la nipote adolescente per l'epifania e si fa consigliare in "queste cose da giovani".
(N.d.A. lo so bene che ci sono sinonimi della parola felicità. ma nulla che sia identico e così pieno come significato. Quindi se sono stata ridondante è stato per marcare la potenza e l'incisività di questo sentimento così forte che oggi mi ha letteralmente travolto.)
mercoledì 7 dicembre 2011
L'avevo sentito dire
Qualcuno ogni tanto lo dice, che gente arriva nei siti sotto le parole più improbabili... e quindi da me c'è arrivato qualcuno con "balla il samba nuda".
Fa ridere. Arrivare qui... e... povero utente... che delusione! Niente samba nuda (per la salute degli altri soprattutto che non è bello vedere me che ballo nuda. Ve lo assicuro.)
venerdì 21 ottobre 2011
La spumeggiante vita di Marina - come si fa a dire che non è meravigliosa?
- Sabato 22: riscrivere un paragrafo intero e finire la Parte II.
- Domenica 23: stendere almeno per punti problematica dell'intro e conclusione di tutto il lavoro.
- Lunedì 24: andare a Bologna con le parti "nuove" stampate e prendere mazzate in testa per la Parte I.
- Martedì 25: ossigenarsi un attimo, andare a vedere i vestiti e le cose froufrou per il giorno X.
- Mercoledì 26-Domenica 30: fare le correzioni alla parte che la prof ha detto di fare, senza demoralizzarsi.
- Lunedì 31:sperare che la prof non faccia il ponte e ritornare a Bologna per prendere mazzate in testa 2 il ritorno per la Parte II. Consegnare e correggere sur place intro e conclusione. Chiedere alla prof di suggerire come strutturare la presentazione della tesi e capire in che lingua fare il discorso principale. Riportare i libri alla biblio di lingue e di italianistica.
- Martedì 1 è festa: festeggiare.
- Mercoledì 2-Venerdì 4: correggere la Parte II, intro e conclusione, numerare l'indice e completare la bibliografia. (con botta di vita il giovedì per la deforestazione dall'estetista)
- Sabato 5: stampare il malloppo e portarlo a rilegare (3 copie in cartoncino leggero per la prof, la segreteria e Michele ILProfessore che la vuole e una un po' meglio per me).
- Domenica 6: stramazzare al suolo. No non è vero, fare le prove della discussione e ripetere la tesi a nastro imparandola a memoria
- Lunedì 7: Mattina andare a ritirare le tesi. Pomeriggio portare alla prof. la sua copia e chiederle cosa ne pensa della presentazione (portare scaletta). Tenere le antenne dritte per captare eventuali domande.
- Martedì 8-giorno X: Fare a tutti quelli che incontro il discorso di presentazione, ripetere a rullo, a cani, gatti, muri, porte, tazze, quadri.
NB: Da lunedì 24 iniziare a consultare ossessivamente il sito della facoltà per sapere il giorno, sperando che non sia né il 10 né l'11 e una volta saputo essemessare e telefonare ad amici e parenti per invitarli, INDI prenotare per il piccolo buffet in un locale a Bo (chiedere a Valentina il nome che lei lo sa).
E poi mi c'è gente che mi dice che penso solo alla laurea.
mercoledì 19 ottobre 2011
Même élégant
Oggi grande data: consegna del frontespizio e della domanda di laurea!
All'appuntamento con la prof. lei ha letto qualche pagina della mia tesi e ne abbiamo parlato. Se non ché tra tutti i difetti e punti da correggere che c'erano mette un bisciolone lungo accanto a tutto un paragrafo dicendo:
-questa l'hai copiata da qualche parte, devi mettere la citazione!-
-ma... come? dove? le citazioni le ho messe tutte!
-qui!
-ma... come? dove? le citazioni le ho messe tutte!
-qui!
-ma no guardi l'ho scritto io, altrimenti avrei messo la citazione, che senso avrebbe?-
-tu hai scritto che blablablablabla?-
-sì certo!-
-ma sei sicura?-
-sì glielo giuro, è farina del mio sacco, frutto del mio lavoro e della lunga sedimentazione degli argomenti-
-ah, va bene, è che è scritto molto bene, in uno stile diverso che non sembra il tuo-
-e che vuole che le dica, anche il mio prof. di latino in Francia mi ha detto a fine anno che avevo fatto dei progressi nella lingua e che talvolta usavo uno stile "même élégant" che ci devo fare, non è la mia lingua madre, a volte mi viene meglio a volte peggio, è uno stile incostante,lo so che non sta bene ma non posso farci niente!-
Lei ride.
Io no.
In pratica mi ha fatto i complimenti dicendomi che però di solito mi esprimo di merda.
Son soddisfazioni.
giovedì 6 ottobre 2011
Nord Sud Ovest Est
Forse la prima cosa da fare è spiegare perché ho voluto aprire questo blog. A parte che non so cosa sia esattamente, un blog e wikipedia in questo momento non me lo può dire; tant pis, un glossario colma lo stesso il mio vuoto lessicale e anche Simone Carletti lo spiega (io non sapevo della sua esistenza prima di adesso e mi auguro non sia una persona importante se no sto facendo una figura di merda... Steve Jobs invece so che è, giù per su: il fondatore di Apple e centra parecchio anche con la Pixar, no? Come dicevano stamattina per radio, lui aveva grandi intuizioni e percepiva cosa stava per accadere e anticipava tutti ; con itunes ha dato un’alternativa alla diffusione della musica digitale che non fosse la pirateria, poi ci ha pure guadagnato extra vendendo ipod, mica scemo il ragazzo… Mi dispiace sia morto, ma tanto prima o poi tutti andremo a bussare a quella porta per vedere com'è di là).
Comunque, dicevo, questo blog è nato dal mio bisogno di lasciare la traccia di alcuni momenti e alcune cose che mi accadono o sono successe già, serve per fare alcune riflessioni e per condividere le cose che mi divertono. Il mio scopo è centrare meglio il mio cammino verso il presente di domani. È un periodo di cambiamento e di passaggio ed io vorrei ridurre alcune cose che mi riguardano, vorrei fare pulizia dentro, fuori e intorno a me, vorrei ridurre il superfluo, lo spreco e l’inutile per lasciare spazio ad altre cose che potranno espandersi, trovare la loro forma naturale e finalmente stare comode o anche finalmente trovare l'occasione di entrare a far parte della mia vita:in sostanza questo spazio virtuale nasce come strumento per capire cosa è meglio per me e come farlo.
E siccome credo nella condivisione come valore fondamentale e vitale, credo che condividere parole, emozioni e momenti possa farmi bene e ottimizzare l’evoluzione delle cose, renderla migliore, più veloce e più felice.
Vi mando un bacino a testa.
mercoledì 5 ottobre 2011
Un Mare di Marina
Ho aperto un blog...e adesso? Da dove inizio?
Intanto ho rotto il ghiaccio, poi si vedrà.
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